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Darya
1 ottobre

Mi è piaciuto volare))) Te ne stai seduto tranquillo, un volo fluido, le nuvole che scorrono sotto di te, il cielo sottosopra... Volevo persino che l'aereo tremasse un po', giusto per renderlo più interessante! In Italia non ci hanno fatto uscire in città, hanno detto: «Russo, no, no!». Abbiamo passato tutta la notte in aeroporto! Eravamo in 12, tutti insieme in un gruppetto. Non avrei mai pensato che si potesse dormire su sedili rigidi e stretti, con la testa sul portatile, e riposarsi!!! Il giorno dopo l'aereo per New York ha fatto ritardo. Di conseguenza, siamo arrivati alle 14.45, invece delle 13.15 promesse. Considerando che il volo successivo per Chicago era prenotato per le 16.05 a 260$, non c'era tempo da perdere! Siamo stati i primi a scappare dall'aereo e a correre al controllo passaporti. Entriamo nella sala e non riusciamo a crederci! Ma che è, la torre di Babele?! O piazza San Pietro??? Sono in fila e mentalmente dico addio ai miei 260$! All'improvviso arriva da dietro una ragazza russa e chiede di passare senza fare la fila – è in ritardo per il volo. Le dico che anche io sono in ritardo, e lei mi fa: «E allora perché te ne stai lì ferma???» E da lì è partito tutto... passiamo sotto le transenne, ovunque sfacciatamente senza fila, dicendo a destra e a manca: “Sorry, but our next flight will be through an hour, don’t you mind if we get without queue?..”. Tra l'altro, tutti sono stati comprensivi e ci hanno fatto passare senza problemi, in Russia non sarebbe mai successo! Siamo arrivati così fino all'agente doganale, un uomo di colore molto sorridente. Io, in uno stato di agitazione, metto tutto il mio pacco di documenti sul bancone, lui mi guarda in attesa. Appoggio le mani sul bancone con i palmi verso l'alto, come per dimostrare che non ho nient'altro. “Are you o’k?” – mi fa una domanda del tutto legittima. “Yes, but my next flight...”, insomma, eccetera. “O’k...” e prende velocemente le mie impronte (tra l'altro le ha prese da una mano sola invece che da due, quindi con la sinistra posso combinare qualche guaio))))) e mi mette il timbro. Poi superiamo velocemente la fila per i bagagli con il metodo collaudato e corriamo al volo successivo. Al controllo delle borse prima dell'imbarco non riuscivo proprio a capire cosa mi stessero dicendo. Un americano che stava lì vicino mi ha spiegato a fatica che dovevo tirare fuori il portatile dalla borsa. Insomma, ci siamo seduti sull'aereo 5 minuti prima della partenza. La cosa più fastidiosa è che poi siamo rimasti fermi per un'altra mezz'ora: non avevamo il permesso di decollare)))

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SerieSotto il cielo americano
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Darya

Studentessa

Parte di una serie

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