In filologia esiste una legge chiamata "economia dei mezzi linguistici". In parole povere: la "legge della pigrizia". Invece di dire "vetrenEN" diciamo "vetren", invece dell'etimologicamente corretto "dikoObraz" (da "immagine selvaggia") - "dikobraz", e così via. In questa direzione sta cambiando ora tutta la nostra grande e potente lingua, e alcuni scienziati suggeriscono la versione che questa legge sia quella fondamentale, ovvero che sia proprio la pigrizia a muovere la nostra lingua.
Durante le lezioni abbiamo deciso all'unanimità che non muove solo la lingua.
Ma ora voglio dire: non solo quella russa. Nell'inglese moderno mi piace tantissimo una cosa. O non l'abbiamo studiata a scuola, o l'ho dimenticata e chiedo scusa.
Si tratta della formazione di verbi tramite il semplice passaggio dai sostantivi. Così, mettere i pasticcini nelle scatole sarà "to box the pies", e spalmare il burro sui biscotti - "to butter the biscuits". Ma per qualche motivo mi ha conquistato il verbo "to superglue smth". Secondo me, è meraviglioso. Semplice e molto conciso. E davvero, risparmiamo mezzi di espressione. Riduciamo, per così dire, l'entropia informativa nell'universo.
Uno degli esempi più popolari oggi è la parola "poguglit'" ("googlare"). Ma ascoltate quanto suona più espressivo l'originale, non gravato da prefissi e desinenze - "to google". Simple, as it is. Sì, rimanendo patriota della mia lingua madre, non posso non ammettere che alcune cose suonano molto meglio in altre lingue. Ad esempio, una particolarità della grammatica inglese che amo molto: l'uso del verbo ausiliare per creare un'enfasi logica. Ecco, ad esempio, un estratto dall'epilogo dell'ultimo "Harry Potter":
"Hermione didn't believe I could pass a Muggle driving test, did you? She thought I'd have to Confund the examiner". "No, I didn't", said Hermione, "I had complete faith in you". "As a matter of fact, I did Confund him," Ron whispered to Harry.
I DID Confund him. Noi possiamo fare cose del genere solo con l'intonazione.
E l'ultima cosa sulla lingua. Mi affretto a deludere, o forse a rallegrare, chi studia inglese: tutti i mesi - non ho paura di usare questa parola - spesi a imparare la differenza tra Present Simple e Present Continuous sono quasi inutili. Gli americani chiedono con la stessa frequenza "What time do you work tomorrow?" o "What time are you working tomorrow?". Non avendo ricevuto un'istruzione presso la facoltà di filologia, diciamo, della SamGU, non sanno che il tempo futuro si esprime solo con il presente continuo. Quindi, mettete da parte i libri e parlate, parlate, parlate.

