Il volo è andato bene, nonostante fosse la mia prima volta in aereo. Poi il cambio con l'autobus per Indianapolis, proprio dove ci portavano le nostre job offers. Il viaggio è stato lungo, circa 20 ore, ma stavamo bene, perché eravamo in America. Abbiamo scattato molte foto dal finestrino: c'era molto da vedere, il percorso passava per Philadelphia, Pittsburgh, Columbus, innumerevoli cittadine, pianure e colline. Abbiamo assorbito tutto con avidità. A Indy ci aspettava un altro cambio, per la cittadina di Marion, altre 2 ore di viaggio che sono volate via, e così, siamo arrivati a destinazione.
La scena che abbiamo visto, nessuno di noi la dimenticherà mai: le 6 del mattino, il sole nascente, una pianura con vegetazione rada, una brezza leggera, un'autostrada vuota, una stazione di servizio solitaria e un indiano che, vedendoci, ha detto: «Welcome to America». Poi abbiamo passato alcune ore in quella stazione di servizio in attesa del capo che doveva venire a prenderci, con lunghe riflessioni sul fatto che forse ci avevano truffato con il lavoro e che eravamo diventati partecipanti di un reality show intitolato «Le truffe più stupide». Ma tutto si è risolto per il meglio, è stato solo un piccolo malinteso, e verso mezzogiorno eravamo arrivati al nostro nuovo posto di lavoro.

