E tutto è finito in modo meno poetico di come era iniziato...
«Tutto passa, è passata anche l'estate» – abbiamo parafrasato la nota espressione...
In qualche modo, impercettibilmente, si è avvicinata la fine di un viaggio indimenticabile, di scoperte ed emozioni. La fine di nuove conoscenze, di divertenti feste estive e di bagni di sole.
Nelle playlist, senza accorgercene, ha iniziato a crescere il numero di canzoni sulla casa, sul ritorno, sugli amici. La più popolare, ovviamente, «Addio, America, o-o-o...», suonava praticamente 24 ore su 24...
Ma questo addio non somigliava agli altri... Non si può paragonare alla fine di un campo estivo. Non è l'ultimo giorno in un hotel turco. Non è nemmeno l'addio di persone care che si separano per molto tempo...
È la consapevolezza che non rivedrai mai più queste persone. Che, nonostante tutte le promesse, nonostante l'esprimere desideri segreti, nonostante lo scambio di bigliettini con confessioni, non vi rivedrete più...
-«Certo! L'anno prossimo in California! TUTTI! Con la stessa formazione...»
Ma le persone volano via... Gradualmente. Oggi siamo in due in meno, ieri in tre... Domani rimarremo in tre. E dopodomani l'appartamento sarà vuoto... Con ogni persona che se ne va, la speranza di un incontro svanisce sempre di più... Un appartamento vuoto – la speranza è evaporata... E chi ha detto che muore per ultima? L'amore per loro respira ancora...
Gli ultimi giorni... Parliamo in un «linguaggio misto» inventato dai russi del posto, perché lì nessuno capirebbe... Perché LÌ tutto è diverso... Andiamo nei nostri posti preferiti, pranziamo nei nostri caffè preferiti, fumiamo sulle nostre panchine preferite... Salutando tutti i venditori a Venice, facendo gli occhi dolci ai ragazzi a Westwood e comprando sigarette «a poco prezzo» da un conoscente di Yulka, soffriamo... E queste non sono parole vuote.
Niente lacrime, stranamente. Ma nemmeno sorrisi. L'espressione del viso è disgustosa e così diversa da quelle che vediamo intorno a noi quotidianamente – quelle che somigliano così tanto agli emoji delle immagini e così poco a quelle che sono LÌ... L'ultimo Frappuccino non dà piacere... Perché tutto è così?!
Anche il cielo ci salutava, piangendo... E in California non pioveva da mezzo anno...
Non c'è nessuno. Non c'è niente. È rimasto solo l'oblò e la vita notturna dello stato... Lì, sotto... Movimento costante e luci. Macchinine giocattolo attraversano strade giocattolo... Case giocattolo lampeggiano con insegne le cui scritte non si riescono più a distinguere... E tutto vive, tutto respira... Los Angeles... La nostra città... Una città viva e piena di forza...
Tutto è alle spalle. Nuvole (non nuvolette) coprono la vista. Non c'è più niente. Né la California sotto. Né speranza davanti. Né lacrime agli occhi. Né numeri di telefono...
C'è solo la memoria. Di quest'estate. Di questo posto. E di queste persone.

