Fin da bambino sognavo una moto, sai, quelle veloci, belle, sportive... La prima volta non ho guadagnato nulla, se non – come quasi tutti – una macchina fotografica e un portatile. Arrivato la seconda volta, sapevo fin dall'inizio per cosa ero lì, mi sono legato al polso una cordicella con un nodo – spessa, di nylon, perché sfregasse e mi ricordasse – e sfregava e ricordava, la mano si lacerava quasi fino al sangue ogni giorno (la particolarità del lavoro di magazziniere). Oh, quanto ho camminato, sognato e cercato negli annunci, e guardato per le strade, UN SOGNO, i prezzi delle moto decenti partivano da 5000$... Insomma, ce l'ho fatta!!! L'ho comprata, l'ho comprata, l'ho comprata!!! Mille volte sì, ho comprato una moto.. Non senza l'aiuto di amici ovviamente, ma non importa, è andata così. I ragazzi che lavoravano con me, bulgari, hanno notato in garage da uno dei clienti che stavamo traslocando, una moto con un annuncio... Tutti sapevano che era la mia malattia, mi hanno chiamato subito e me l'hanno detto... Alla fine di settembre avevo la somma necessaria :) e, i dettagli del mio primo incontro con la mia ragazza: Arrivo nel South Bronx da Miguel Pagan (questo nome lo ricorderò per sempre – è lui che mi ha regalato il sogno...).. una breve conversazione e... si aprono le porte del garage, lentamente e con sicurezza appare lei – mi guarda con uno sguardo calmo e fisso, mi valuta... :) HONDA cbr600rr del 2003, chilometraggio 3000 km, condizioni – PERFETTE!!! capisci, capisci???? l'ho comprata, devo confessare che prima di allora non avevo mai guidato moto – solo una volta nella vita, sull'«Ural» di un amico.. Salgo, parto, guido, guido, guido... Come si fa a fermarsi? Ho fatto due volte il giro dell'isolato senza sapere come fermarmi... Insomma, abbiamo saldato, siamo partiti, le targhe dovevo spedirle a Miguel il giorno dopo per posta... Mi ha dato il suo casco, abbiamo messo ad Alesha quello che avevamo precedentemente rubato da una Harley per strada. Andiamo, Miguel mi aveva avvertito che dopo una lunga sosta, la batteria non ha carica, ci spegniamo circa 11 volte sulla strada di casa, un paio di volte nell'Upper Harlem – i neri gridano minacciosamente, si alzano dai portici verso di noi... Alesha salta giù velocemente e spinge, andiamo avanti... Beh, ecco, siamo arrivati. Poi, giri quotidiani, sulle autostrade notturne, a oltre 200 km/h :) e godersi la vita.
In magazzino, al lavoro, c'era la moto di uno dei nostri clienti :) svito le targhe, le fisso con lo scotch sulla mia piccola... La mia felicità non è durata a lungo! Un bel giorno, quando l'avevo già messa in magazzino e stavo uscendo dal lavoro per tornare a casa, chiama Anya – «... sono alla polizia, mi hanno preso per dei cosmetici» :) Prendo la moto e corro a tutta velocità alla stazione. Per strada ho raggiunto una ragazza su una Gixxer, abbiamo fatto una bella gara, dopo un po', avendola distanziata di 15 metri, capisco che è la mia uscita, una dolce uscita dall'autostrada verso una strada cittadina, giro bruscamente, rallento, giro la testa a sinistra – per salutare la ragazza, suono il clacson, saluto, GIRO LA TESTA DI NUOVO DRITTO !!! IL JEEP È ALL'INCROCIO, UN ATTIMO, FRENI, IMPATTO... ho rotto il loro vetro e ammaccato la portiera posteriore, la gente accorre, l'autista mi urla contro, mi alzo, la testa gira, sangue sulle tempie, capendo a malapena cosa succede, mi rendo conto che presto arriverà la pattuglia, taglio le targhe dalla moto (le metto in tasca, mentre nessuno guarda). Arriva la pattuglia, mi mette in macchina... Compila il foglio, ricordo ancora – quel bastardo mi ha passato il passaporto attraverso la fessura della grata, piegandolo fino a un diametro di 1 cm... Ambulanza, rifiuto l'aiuto, i poliziotti mi hanno «generosamente» portato al centro, sono entrato in un negozio e ho comprato pastiglie per il mal di testa...
Per un po' è rimasta nel deposito, poi, distrutta, l'ho spedita in Finlandia col traghetto, sono andato due volte in Finlandia per lei, ma questa è un'altra storia, ne parlerò più tardi.
Quello che voglio dire è: andate, sognate e lottate con tutto il vostro essere per il vostro sogno, e si avvererà... Certo che ho lavorato – ma la maggior parte del tempo passato a NY, passeggiavo e bevevo, bevevo e passeggiavo... E l'ho ottenuto, ho raggiunto il mio sogno.. E il fatto che l'abbia distrutta – beh, è probabilmente la mia punizione. Sognate, andate e raggiungete il vostro sogno – negli Stati Uniti tutto è possibile.

