Provateci! Non bisogna aver paura delle difficoltà e dei problemi, perché sono proprio loro a rendere la vita più interessante e a rafforzare il nostro carattere. La cosa principale è credere in se stessi e nelle proprie forze. Anche se il vostro livello di inglese non è così eccellente, non preoccupatevi! Ho visto molti studenti con un inglese, per usare un eufemismo, scarso, migliorare giorno dopo giorno. Iniziate a esercitarvi almeno 3-4 mesi prima della partenza per l'America, guardate film in inglese, iniziate a pensare e a parlare in inglese. In linea di principio, è necessario conoscere un certo insieme di parole, e la conoscenza della grammatica non vi sarà molto utile, dato che anche gli stessi americani non parlano spesso in modo grammaticalmente corretto (quelli che sono bravi in grammatica, preparatevi a rovinarla un po'). A proposito, ecco un link a un buon sito: http://www.moeleto.com/vocabulary.html (Vocabolario per i partecipanti al Work and Travel. Lì troverete l'insieme di parole più necessario che vi sarà sicuramente utile in America). In breve, non abbiate paura che qualcosa non vada per il verso giusto! La mia amica ed io siamo partite verso l'ignoto totale e non avevamo nemmeno idea di dove avremmo vissuto e lavorato! E invece ce l'abbiamo fatta! E anche voi ce la farete! Bisogna agire! Perché potrebbe succedere che non vi si presenti mai più un'opportunità così unica di vedere l'America con i vostri occhi, di provare quelle emozioni irreali che tolgono il fiato quando vi ritrovate in un paese sconosciuto, in un continente completamente diverso, così lontano da casa! Perché la vita non si misura dal numero di respiri, ma dal numero di momenti che tolgono il fiato... La cosa principale è avere fiducia in se stessi, sorridere, essere amichevoli con tutti e tutto andrà bene!
P.S. Buona fortuna a tutti! Grazie per aver aperto il mio blog... e spero che vi sia piaciuto!)
Dobbiamo fare tutto ciò che dobbiamo fare e tutto ciò che vogliamo fare prima di questo momento, sapendo che non torneremo mai più indietro nella nostra vita.
(c) C. Castaneda "Il dono dell'aquila"





