Onestamente, fino al momento in cui siamo arrivate a Cody, non mi ero resa conto di tutto il rischio e delle possibili conseguenze non proprio piacevoli della nostra disperata decisione di andare nel «nulla»... perché, in sostanza, non avevamo nemmeno idea di dove stessimo andando, cosa sarebbe successo, se saremmo riuscite a trovare lavoro e alloggio... e mi sentivo ancora più a disagio quando ci rendevamo conto che se non avessimo ottenuto nulla a Cody, non saremmo potute tornare a New York per un semplice motivo: no money, dato che avevamo dovuto spendere parecchio per il biglietto, gli hotel, ecc. Da un lato mi piaceva, perché sognavo da tempo una vita indipendente, lontano dai genitori... è una sensazione incredibilmente emozionante quando ti ritrovi improvvisamente in una realtà completamente diversa e ti rendi conto che nessuno può aiutarti se non te stessa e che devi risolvere tutti i tuoi problemi da sola! Sono una persona così strana... beh, amo le difficoltà e i problemi: senza di essi la vita sarebbe così noiosa!) Ma dall'altro lato, avevo davvero paura e penso che si possa capire...
03.07.2011
Insomma, Asel ed io ci siamo alzate verso le 7 con la ferma determinazione di trovare sia lavoro che alloggio in un solo giorno, dato che i soldi che avevamo per l'hotel sarebbero bastati solo per 4-5 giorni, e dopo avremmo dovuto vagare per le strade. Camminare con i bagagli era stupido e faticoso, quindi abbiamo chiesto ai proprietari di tenerli fino a sera e siamo partite alla ricerca di lavoro. Entravamo ovunque: da hotel e ristoranti eleganti a piccoli negozi e caffè... la maggior parte delle volte dovevamo sentirci dire: «Mi dispiace, ma abbiamo abbastanza lavoratori» o «No, per ora non stiamo assumendo nessuno, forse più tardi, quindi compili una domanda»... oh, queste applications: quest'estate sono diventata un'esperta nel compilarle) A proposito, un consiglio importante: chiedete sempre di parlare con il manager e parlate direttamente con lui, dato che non leggono spesso le domande di lavoro, semplicemente non hanno tempo per questo... Ah, e quando chiedete di chiamare il manager, è meglio dire perché esattamente ne avete bisogno, altrimenti non lo vedrete mai, anche se è lì... Molti dipendenti sgranavano subito gli occhi spaventati dopo che dicevamo di voler parlare con il loro manager (evidentemente temevano che fossimo clienti insoddisfatti e volessimo lamentarci di loro). Per strada c'era un caldo semplicemente irreale, e nel frattempo dovevamo sentirci dire un rifiuto dopo l'altro... stavo già iniziando a diventare molto nervosa, ma cercavo di non mostrarlo ad Asel, perché temevo che potesse semplicemente disperarsi... e per noi la cosa più importante in quel momento era credere in noi stesse e nelle nostre forze... Dopo aver camminato per circa 3 miglia, ci siamo ritrovate in centro città e ci siamo imbattute in un hotel... Entrando, siamo state accolte da due ragazze gentili che ci hanno chiesto cosa ci servisse. Quando abbiamo detto che cercavamo lavoro, hanno iniziato a chiederci da dove venissimo e come fossimo finite proprio a Cody. Non esagero, ma erano davvero scioccate da noi e perplesse su come si possa decidere una cosa del genere: venire in un paese completamente straniero, viaggiare per 3 giorni interi in autobus verso una città sconosciuta dove non c'è lavoro, né alloggio, né nemmeno conoscenti... e per di più arrivare a metà estate, quando quasi tutti gli studenti hanno 2 o 3 lavori, e tu non hai nemmeno il primo) «You are so brave, girls» - ci hanno detto, anche se sono sicura che in realtà pensassero che fossimo crazy e stupid, perché è esattamente così che mi sentivo in quel momento). In realtà, abbiamo avuto una fortuna incredibile che in quell'hotel, 2 giorni prima del nostro arrivo, avessero licenziato due turchi, sia perché lavoravano male, sia perché non sapevano bene l'inglese. Nel momento in cui Christi (la proprietaria di quell'hotel) ha detto che, in linea di principio, aveva bisogno di lavoratori e che ci avrebbe chiamato, non credevamo molto di aver finalmente trovato lavoro, perché avevamo paura di rallegrarci troppo presto... e non c'era nemmeno molto da festeggiare, dato che non avevamo ancora un posto dove vivere... La nostra datrice di lavoro ha detto che, purtroppo, per ora non poteva aiutarci, dato che l'housing era pieno con i suoi altri lavoratori e che 2 posti si sarebbero liberati solo dopo il 21 luglio, quando le ragazze di Taiwan se ne sarebbero andate. E cosa avremmo dovuto fare e dove vivere per 2 intere settimane... non era chiaro... Insomma, uscendo da quell'hotel, eravamo in uno stato non proprio adeguato, dato che non capivamo fino in fondo se ci avessero assunto o meno. Poi, circa mezz'ora dopo, ci ha chiamato Christi e ha detto che il nostro primo giorno di lavoro sarebbe stato il 5 luglio, cioè tra 2 giorni... Alleluia! Un problema in meno per Asel e per me, ma ne rimanevano ancora molti, il principale dei quali era l'ALLOGGIO!!!





