Davanti ai miei occhi si è aperto uno spettacolo affascinante: l'immensa distesa dell'Oceano Atlantico, i raggi del sole che giocano sulle creste delle onde, riflettendosi e creando un arcobaleno nelle goccioline degli spruzzi d'acqua salata. Ammirando questo quadro ipnotico, non mi sono nemmeno accorta di come sia passato il tempo, ed ecco che il nostro turbojet sta già atterrando all'aeroporto di New York. Hanno aperto i portelloni e sono già giù per la scaletta sotto i raggi cocenti del sole americano. Ho respirato quest'aria, l'aria della libera America. Il volo da Mosca a New York è durato un'ora intera, e brucio dall'impazienza di dare un'occhiata a questo nuovo mondo, pieno di scoperte e impressioni.
Fin dall'infanzia, alla mamma piaceva raccontarmi del suo viaggio in America. Era il lontano 2010. Ho riso a lungo quando mi raccontava quanto costasse iscriversi al programma IEC, quanta burocrazia ci fosse e quanto fosse complicato tutto ciò. Ma ora siamo già nel 2029 e da allora sono avvenuti molti cambiamenti. Quando ad aprile la mia amica ha urlato al telefono con entusiasmo selvaggio: «Vado in America!!!!!!!», i miei ultimi dubbi sono svaniti e ho esclamato: «Anch'io!!!!». La nostra gioia non aveva limiti, abbiamo chiacchierato per diverse ore, discusso di tutto, pianificato, sognato. Ed ecco che è arrivato il momento di iscriversi. Sono entrata sul sito di IEC, ho parlato online con il direttore, ho pagato il programma con la mia Webcard e ho iniziato la procedura per il visto. Per questo, basta entrare nel database del dipartimento degli Stati Uniti, scansionare con il monitor il mio identificativo con i dati, integrato nel polso. Poi si è acceso il monitor online e il console mi ha chiesto:
- «How are you?»
- «I’m fine! Thank you», ho risposto con gioia.
- «Welcome to USA!»
Con questo si è conclusa tutta la procedura. Sembrava che fosse passato così tanto tempo! E io sono già sul suolo americano, strizzando gli occhi davanti al sole splendente.
Camminavo per New York, questa magnifica città, e non mi stancavo di ammirarla! Questi grattacieli che svettano verso l'alto, questo movimento inimmaginabile di un'enorme quantità di persone: tutto questo cattura e affascina. Ho deciso di fare un salto in un bar, bere un caffè caldo al mattino e, allo stesso tempo, osservare dalla finestra questo oceano infinito di persone, che corrono da qualche parte, immerse nei loro pensieri. Questo spettacolo mi assorbe così tanto che è impossibile staccare lo sguardo dalla finestra... e viene voglia di correre da qualche parte insieme a loro... all'unisono...
Il cameriere mi ha distratta dalla contemplazione di questo quadro. Era un rappresentante dei Dera-americani. Prima ne avevo solo sentito parlare, mentre ora lo osservavo di persona. Dalla storia ricordo che nel 2020 abbiamo concluso un accordo amichevole con gli alieni del pianeta Dera sullo scambio di lavoratori, e ora gli Stati Uniti sono diventati il primo paese in cui gli alieni sono diventati uguali ai cittadini comuni. Erano i migliori cuochi della Galassia, la fama della loro arte culinaria si è diffusa in tutto il pianeta, e tutti sognavano di assaggiare le loro prelibatezze. L'aspetto sorprendente del cameriere mi ha colpita: in una mano teneva un tovagliolo, nell'altra il menu, e la terza, come si deve, la teneva dietro la schiena. La sua pelle aveva una bella tonalità olivastra, i suoi occhi si distinguevano per una profondità insolita, tutti e tre gli occhi erano di un blu brillante, come il cielo azzurro, il che gli donava straordinariamente. Senza staccare da lui il mio sguardo ammirato, ho fatto l'ordine e ho spiegato la mappa di New York. Era una mappa interattiva del mondo, me l'aveva regalata un'amica per il compleanno, qui si poteva scegliere una città con un solo tocco, poi, ingrandendo, la strada, la casa e vedere tutto questo in 3D. Esaminando New York, ho trovato Chinatown, Brooklyn e persino la Dera-avenue, dove vivevano esclusivamente Dera-americani, nel linguaggio comune li chiamano semplicemente «Deras», ma non è corretto chiamarli così in faccia.
Ed ecco il mio ordine: caffè nero con un croissant croccante. Dopo aver fatto colazione, sono uscita in strada: davanti a me c'era un nuovo mondo, e mi sono affrettata a tuffarmici...
