07.06.2013 (2)
Cominciamo col dire che mi mandavano in ogni direzione, inclusa quella a cui state pensando. Poco dopo, ho capito che è meglio chiedere la direzione ai poliziotti (ne ho incontrati solo di neri). Sono sceso in stazione, ho comprato un biglietto, non senza problemi ovviamente. Ho pronunciato «Wells, Maine», dopodiché il bigliettaio mi ha informato prontamente dell'assenza di questa città negli USA, poco dopo ho capito e ho detto «Probably, Wells, State Maine», ho risposto «sort of» e mi sono voltato. Non sapevo che fosse necessario specificare ciò che è ovvio per chiunque. Con lo stesso successo si potrebbe dire «Barnaul, Altai» o «Barnaul, Territorio dell'Altaj».
Insomma, avevo un vuoto allo stomaco, sono andato a provare il fast-food. Abbiamo impiegato molto tempo a capire con il gestore del locale cosa mi servisse, lui faceva smorfie e non mi capiva, a fatica tutto si è risolto e ho mangiato, devo notare che era buono, nonostante il malessere generale e la nausea (troppo tempo in viaggio).
Ho seguito l'esempio degli altri e mi sono buttato per terra, più tardi ho scoperto una sala d'attesa per chi ha il biglietto. Sono riuscito a capire il tabellone su cui vengono visualizzati i voli e le direzioni. Il punto è che ci sono 10 binari e vanno tutti in direzioni diverse. I passeggeri stanno in piedi, aspettano l'imbarco e appena vedono il binario designato (non si può sapere in anticipo), corrono come matti verso di esso, dato che il tempo di imbarco è di pochi minuti.
Correndo verso l'imbarco, ho sentito di sfuggita parlare russo, un uomo parlava con qualcuno al telefono. Sono saltato sul treno, ho scoperto che a quanto pare avevo la business class con Wi-Fi, prese e altri gadget che non servivano a molto. Le prese erano da 125V con un connettore diverso dal nostro (cosa che non sospettavo nemmeno), il mio vecchio telefono, scarico fino all'osso, non si connetteva a Internet, la mia scheda SIM non funzionava sui telefoni (ne avevo prese due per precauzione, ricordate: controllate assolutamente se il vostro telefono supporta il CDMA).
La situazione era la seguente: i ragazzi a Wells sanno che arriverò di notte, ma non sanno a che ora; non ho comunicazione con loro in questo momento; non conosco l'indirizzo della casa dove vivrò; non ho idea di come arrivare alla stazione nord di Boston.
Insomma, tutto come piace a me, informazioni minime, molti compiti, suppongo che ce la caveremo. Lì, una ragazza sul sedile accanto navigava su Internet, volevo chiederle se conosceva le prese da 220V e se si potevano trovare sul treno, ma in qualche modo la conversazione non è mai avvenuta. Ero colpito dall'architettura di New York, sia durante la breve passeggiata a piedi che ora sul treno. Ho provato a dormire, non ha funzionato... dopo 5 ore... Ho iniziato a non capire a quale stazione dovessi scendere a Boston, alla fine ho trovato questa informazione sul biglietto e sul tabellone digitale.
Sono sceso a Boston, ho camminato dietro a tutti, piove a dirotto e fa freddo. La gente all'uscita ha iniziato a cercare taxi. Ho pensato alla metropolitana, ma alla fine non ho lesinato e ho preso un cab. Alla stazione Nord sono rimasto colpito dal numero di persone con la maglia dei Boston Bruins. Sono capitato nel momento giusto, per la finale Boston Bruins against to Penguins. Ho avuto l'impressione che tutta la città fosse venuta a vedere la partita proprio in quella stazione. Tutti, giovani, adulti, anziani, bambini, persone di ogni altezza, colore della pelle, professione e religione, semplicemente tutti con l'uniforme dei BB. Hanno vinto 1-0 in quel momento, dopodiché tutta quella massa ha iniziato a scandire «We've won the cup». I had fun, insomma. Ho comprato qualcosa da bere e ci siamo diretti a Wells.
Due ore o giù di lì di viaggio verso questa città costiera, non avevo più forze, mi veniva costantemente sonno. Arrivando a destinazione ho parlato con un uomo che scendeva lì. Gli ho raccontato del programma e della mia partecipazione, mi ha chiesto perché mi piacciono gli Yankees (squadra di baseball), non ho capito perché. Si è scoperto che il cappellino che mi aveva regalato mio padre è da tifoso e precisamente dei NY Yankees, mentre loro qui sono tifosi accaniti dei Red Socks (or Sox, never mind). Gli ho spiegato in modo divulgativo che non tifo per nessuna delle due squadre e che in generale mi interessa poco il baseball, e lì si è calmato e mi ha regalato un cappellino dei Red Sox, in cambio del quale gli ho dato un magnete con l'immagine della mia città. Ho supposto che fosse in viaggio d'affari, cosa che gli ho chiesto, come si è scoperto, cito, solo in russo: «Bukhal i proigryval dengi v Las-Vegase» (Bevevo e perdevo soldi a Las Vegas), beh, non si può proibire di vivere bene. Gli ho raccontato del mio problema e della mia ignoranza su dove andare dopo nella città turistica, lui era molto preoccupato per questo e dopo la discesa mi ha affidato a una tassista che ha promesso di tornare a prendermi dopo ...qualche minuto.
E ora il quadro: il piccolo atrio della stazione è diventato vuoto, non c'è anima viva, è buio, piove a dirotto, ho freddo e tremo, i lampioni brillano, presagendo qualche maniaco da film popolare, oltre alla nausea. Entro nell'atrio della stazione, dove non c'è nessuno, la stazione stessa è chiusa, i dipendenti dormono tranquillamente a casa loro, nessun guardiano, nessuno. Sono passati circa 30 minuti, nessuno è tornato, apro uno dei due pacchetti di sigarette che portavo ai ragazzi in America dalla Russia, dato che il prezzo è abbastanza «esorbitante» negli stati per questo piacere, e ne accendo una. Devo notare che non fumo, è solo che la situazione lo richiede...
