Oggi sono andato per la seconda volta a godermi l'alba sull'Atlantico. L'attesa di questo momento porta un piacere non inferiore all'alba stessa. Appena il cielo inizia ad ardere sopra l'oceano, l'aria si carica di energia e si sentono le grida trionfanti dei gabbiani, che inviano segnali alla costa affinché si prepari al risveglio. Ma il confine dell'acqua si stira pigramente e nasconde la testa sotto una coperta di pietre e sabbia. Le anatre nuotano solitarie, facendo immersioni profonde in cerca di cibo; questi subacquei vanno sott'acqua e tu, insieme a loro, trattieni il respiro. Le onde si infrangono piacevolmente, lasciando nelle orecchie un tintinnio e il piacere dello sciabordio dell'acqua. I primi mattinieri escono per una corsa. Un uomo anziano porta a spasso il suo cane felice, ti saluta e ti augura una buona giornata, mentre il suo amico a quattro zampe ti lecca la mano e con l'altra fai in tempo ad accarezzarlo dietro l'orecchio. Senti come questo ti abbia ricaricato di energia per tutta la giornata; le semplici parole di uno sconosciuto con il suo cagnolino e l'atmosfera sono più che sufficienti. Ed ecco finalmente apparire il bordo dell'astro rosso; l'importante è non perdere quei trenta secondi di uscita trionfale della stella locale da dietro le quinte. Ti costerà forse una retina bruciata, magari anche una vista appannata per qualche giorno, ma ne vale davvero la pena. Completamente emerso, il cerchio ormai giallo non lascia scampo alla notte, costringendola a capitolare...






