Settembre 2013... Più volte ho pensato di scegliere un'altra azienda. La mia voce interiore e il mio intuito mi suggerivano di tornare alla IEC. Ed eccomi di nuovo in ufficio. Ricordo che Zhuldyz mi chiese: «Dinara, ne è sicura?!». Allora non mi importava se sarei partita da sola o con qualcuno...
Aprile 2014... Ore 10 del mattino, colloquio in ambasciata. Ero molto preoccupata perché in precedenza avevo ricevuto un rifiuto. Facendomi forza e senza lasciarmi abbattere, sono entrata nella cabina del console. Tra l'altro, nel frattempo avevo migliorato il mio inglese, avevo superato l'IELTS, era meglio della volta precedente. Capivo chiaramente tutte le domande e rispondevo in modo concreto e breve. Naturalmente mi ha chiesto cosa fosse successo l'anno prima. Ho spiegato tutto com'era: ci sono stati problemi con il lavoro e il colloquio si è svolto molto tardi. E sapete una cosa?! HO OTTENUTO IL VISTO!!! Quando il console ha detto: «Ok, your visa is approved», ero al settimo cielo dalla felicità. Per strada, le lacrime scendevano per la gioia. Nessuno sapeva questa volta che avevo fatto nuovamente domanda, tranne la mia famiglia. Ho chiamato subito papà per condividere la mia gioia e dirgli che questa volta sarei partita davvero per gli Stati Uniti.
29 maggio... Volo alle 06:25 del mattino. Quell'estate avrei dovuto svolgere il tirocinio professionale ad Astana per la mia specializzazione. Per mia fortuna, tutto è andato per il verso giusto e sono partita all'inseguimento del mio sogno...
All'aeroporto negli Stati Uniti, al controllo doganale, prima di mettere il timbro sul visto, si sostiene un colloquio identico a quello dell'ambasciata; anche di questo ero preoccupata e ci ho pensato per tutto il volo. Avevo sentito storie di alcuni studenti che venivano rimandati indietro nel loro paese proprio da lì. Solo dopo aver superato il controllo passaporti ho realizzato: ORA SONO IN AMERICA!!!
