La mattina del 30 giugno ci siamo alzate verso le 10 e ci siamo dirette direttamente alla Port Authority. Lì abbiamo trovato un supermercato, abbiamo comprato dei biscotti e dell'acqua minerale, dato che il loro altro cibo non ci ispirava molta fiducia) La nostra partenza era alle 3 del pomeriggio, quindi avevamo molto tempo, ma non c'era nulla da fare, e per di più con i bagagli in mano. Come per dispetto, non c'erano panchine o sedie da nessuna parte... in realtà agli americani non importa molto, possono sedersi ovunque: sui gradini, sull'erba e persino sul pavimento! Stanca, Aseka ha deciso di non preoccuparsi e si è sistemata sul pavimento vicino a una presa di corrente per caricare il cellulare. All'inizio facevo la difficile, ma poi mi sono seduta anch'io accanto a lei... che dire, bisognava abituarsi alla vita americana) Verso le 14:20 ci siamo dirette alla ricerca del nostro gate (il cancello dietro il quale si trovava il nostro autobus). Alle 14:40 è iniziato l'imbarco. Che dire, autobus normali... solo che il freddo lì dentro a causa dell'aria condizionata era irreale. Sono strani questi americani, preferiscono avere freddo piuttosto che caldo. Meno male che avevo già sentito parlare di tali «condizioni climatiche» negli autobus, quindi mi sono messa addosso un sacco di vestiti e ho costretto anche Asel a farlo. La nostra prima destinazione è stata Baltimora... poi Rs Midway, Pittsburg, Columbus, Dayton Trot, Indianapolis, Garlingston, Burlington, Des Moines, Blumington, Omaha, Cheyenne, Lexington, Brush, Casper, Lovell e un sacco di altre cittadine attraverso le quali siamo passate. In quasi ognuna di queste città abbiamo dovuto cambiare autobus. Certo, passare 3 giorni in autobus non è facile, ma lo rifarei senza pensarci due volte! Perché mentre viaggiavamo, ho visto così tante graziose cittadine, edifici... in pratica abbiamo attraversato mezza America! Per tutti questi 3 giorni ci siamo nutrite di biscotti, dato che il nostro organismo rifiutava semplicemente quel cibo americano artificiale. Sugli autobus e nelle stazioni stesse abbiamo visto molte persone strane (credetemi, da noi non si vede una cosa del genere). La cosa che mi ha fatto più ridere è come molti ragazzi (in particolare gli afroamericani) preferiscano portare i pantaloni in modo che metà del loro fondoschiena sia in bella mostra (in mutande, ovviamente)). Inoltre, lungo la strada abbiamo conosciuto due simpatici americani di circa 35 anni, uno dei quali mi ha offerto da bere (probabilmente per farmi dormire meglio)). E avvicinandoci al Wyoming, abbiamo conosciuto un affascinante spagnolo che mi ha insegnato alcune frasi nella sua lingua... Con mia grande delusione, era diretto in Montana (uno stato che si trova un po' più lontano dal Wyoming). La nostra ultima fermata prima di Cody è stata la città di Lovell. Lì ci ha preso un piccolo autobus... il fatto che come passeggeri ci fossimo solo io e Aseka mi rendeva un po' nervosa, a dire il vero... nella mia testa girava solo un pensiero: «Mio Dio, in che buco ci sto portando! Asel mi ucciderà!»




